O.T. – Personale, Micio –

Buongiorno, quanto scrivo lo devo a Micio

non e’ nel mio personale carattere cadere in facili sentimentalismi e immagini retoriche, ma trovo sia giusto scrivere almeno due righe su un “membro” di famiglia, che sabato e’ venuto a mancare a seguito di una fulminea malattia, lasciando in casa un vero e proprio “vuoto” affettivo….

Il “membro” della famiglia era Micio, un gatto dell’eta’ di 14 anni che, trovato abbandonato in un cassonetto da un vicino, mi venne dato con la speranza di farlo sopravvivere; aveva all’incirca una decina se non meno di giorni di vita, e qualche “anima pia” se ne era liberato in quel modo, destinandolo a morte certa.

Non voglio raccontare come riuscii a farlo sopravvivere perche’ ancora oggi, a distanza di 14 anni, cio’ che vidi e che gli consenti’ di sopravvivere, mi dimostro’ – se ancora avevo dubbi in proposito – che gli animali sono probabilmente migliori degli esseri umani; sta’ di fatto che per 14 anni e’ convissuto con noi, accettando negli ultimi anni l’ingresso nel suo regno di tre Shi Tzu, con i quali ha convissuto senza screzi.

Cos’, come aveva accolto il mio matrimonio e l’arrivo di mia moglie e Paolo, stabilendo con Paolo un rapporto affettuoso, e con mia moglie un rapporto basato su dispetti e amore; ma mai  dimostrando intolleranze verso il prossimo, umano o animale.

Non mi dilungo ulteriormente, raccontando episodi e fatti che hanno avuto Micio come protagonista, in quanto sono cose comunque private e che probabilmente poco possono interessare al prossimo; d’altro canto era dovuto un piccolo ricordo ad una parte di vita che ci ha lasciato per sempre.

Viene a mancare con Micio una parte della famiglia, ma i ricordi legati alle dimostrazioni di affetto e attaccamento che ha dato a tutti noi, non verranno mai dimenticati, cosi’ come per noi sara’ impossibile dimenticarlo.

Grazie Micio….

 

 

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Micio

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