Bonifica da ordigni bellici

Bonifica da ordigni belllici …

Premetto che relativamente alla normativa di bonifica da ordigni bellici ed all’applicazione non ho approfondito piu’ di tanto, ma era giusto evidenziare una norma che sta’ passando inosservata e che puo’ comportare oltre che rischi nei cantieri, anche responsabilita’ in quanto puo’ essere equiparata ad errore progettuale (relativamente al Coordinamento del cantiere in fase di progettazione).

Dal mese di giugno, precisamente dal giorno 26, e’ obbligatoria per ogni cantiere ove siano previste a qualunque profondita’ attivita’ comportanti scavi, la preventiva valutazione del rischio bellico; cio’ comporta qualora sussistano concreti fattori di rischio da ordigni bellici inesplosi.  la possibile esecuzione di lavori di bonifica che devono essere eseguiti da Ditte specializzate iscritte in apposito albo.

La normativa di riferimento relativa alla bonifica da ordigni bellici (su terra) segue la normativa dettata dell’art. 22 del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, modificato dal D. Lgs. 24 febbraio 2012, n. 20; e’ eseguita a scopo precauzionale ed interessa tutti i titolari di diritti reali quali proprietari, usufruttuari o altro diritto reale ed i soggetti che esercitano attivita’ agricola anche in qualita’ di affittuari.

Cosa comporta la bonifica da ordigni bellici nel campo dei cantieri edili, qualora il rischio sia ad un livello non accettabile??

In primo luogo un aumento dei costi, in quanto e’ comunque necessaria un analisi anche storica al fine di verificare se la zona e’ stata interessata da eventi bellici del Primo e Secondo evento mondiale, con il possibile rischio che nel terreno vi siano ordigni inesplosi; secondariamente si deve valutare nella relazione il livello di interferenza magnetica sotto il piano di campagna con analisi a livello superficiale senza interventi invasivi.

In ultimo ma non in ultimo, un deciso allungamento dei tempi; qualora si debba procedere con tutto l’iter, i tempi per lo svincolo dell’area possono raggiungere i 120 giorni.

In breve qualora si riscontri il rischio deve essere redatta una relazione preliminare ove siano descritte le metodologie di lavoro per la richiesta di attivita’ di bonifica e successivamente l’appalto ad una Ditta specializzata in questo ambito; successivamente all’assegnazione dell’appalto, la Ditta procedera’ con bonifica superficiale, bonifica in profondita’ ed invio di Attestato di Bonifica Bellica; successivamente l’A.M. rilascera’ un Documento di Bonifica attestante lo svincolo dell’area.

E’ ovvio che l’interesse primario della norma e’ quello di tutelare da rischi i beni e la sicurezza dei lavoratori dei cantieri durante le fasi di escavazione, ma tutto cio’ comporta un ulteriore costo che viene a gravare sulla Committenza.

Peraltro al sottoscritto non risulta che esista una mappatura delle aree a rischio; pertanto ogni area puo’ essere considerata a rischio, anche se ovviamente zone che dalla memoria storica non sono stati interessati da eventi bellici presentano un rischio basso.

Quando si parla di memoria storica e zone interessate da  eventi bellici che possono aver residuato ordigni inesplosi, per l’ambito in cui risiedo e lavoro, Valle Scrivia in provincia di Genova, il primo pensiero ove quasi certamente si dovrebbe sempre provvedere a questo tipo di analisi, seguita da Bonifica e’ Ronco Scrivia; dal Luglio 1944  sino al termine della Seconda Guerra mondiale, vi furono circa una trentina  di incursioni aeree dato che Ronco Scrivia era un importante snodo ferroviario, era presente l’odierna Autostrada A/7 ed inoltre erano presenti diverse industrie di produzione. Vi furono in totale circa una quarantina di morti ed un centinaio di feriti.

Il territorio di Ronco Scrivia sicuramente nel sottosuolo puo’ ancora riservare ancora spiacevoli sorprese e si candida ad essere, alla luce della normativa, il piu’ soggetto ad analisi ed interventi di bonifica da ordigni bellici.

In un particolare lavoro eseguito attorno agli anni 2000, relativo alla realizzazione di box interrati, gia’ allora vista la prossimita’ con la stazione ferroviaria, nel Piano indicai all’Impresa di procedere con estrema cautela alle operazioni di scavo ed all’occorrenza interrompere le stesse, considerata la possibile presenza di ordigni inesplosi; in quel caso, intervendo su un area di circa 1300 mq fummo fortunati e non incrociammo nulla.

E’ comunque recente la notizia apparsa su tutti i giornali del ritrovamento a lato della Strada Statale di due ordigni probabilmente ritrovati, allonati dal luogo del ritrovamento ed abbandonati al proprio destino.

Come sempre e’ tutto in divenire e questa normativa  sara’, come tutte le altre, soggetta a variazioni, interpretazioni, commenti, ect.; cio’ non toglie che i CSP dovranno comunque in fase progettuale, eseguire questa valutazione ed eventualmente, riscontrato un rischio, far digerire alla Committenza un ulteriore costo e ulteriori tempistiche.

Lascio i link di riferimento alla normativa qualora qualcuno sia interessato alla lettura.

D.Lgs. 66/2010

D.Lgs. 20/2012

 

 

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